Da Lierna basta alzare gli occhi. Il territorio del paese sale dal lago, tra vigneti e uliveti, fino alle pendici delle Grigne, il massiccio che chiude a est il ramo di Lecco e accompagna ogni giornata con il suo profilo di roccia. Sono montagne vicine e severe, con le quali chi viene in vacanza può avere un rapporto molto diverso: guardarle dal basso, salirci per una passeggiata facile o affrontare le loro cime preparati.
Due cime, due nomi da non confondere
Il gruppo delle Grigne si trova nelle Prealpi bergamasche, compreso tra la Valsassina a est, la città di Lecco a sud e il lago a ovest. Le vette principali sono due. La Grigna Settentrionale, detta Grignone, è la più alta con i suoi circa 2.410 metri; la Grigna Meridionale, detta Grignetta, si ferma attorno ai 2.180 metri. Nonostante il diminutivo, la Grignetta ha pareti e guglie di tutto rispetto. Vale la pena fissare subito i due nomi, perché persino alcune pagine online li scambiano tra loro.
Quanto al nome, una teoria lo collega al gallico "gries", friabile, come la roccia calcarea che le compone.
Una montagna che beve l'acqua
Le Grigne sono un sistema carsico: le cime sono asciutte, l'acqua scende nelle profondità della roccia e riemerge nelle valli, alimentando torrenti come il Meria e il Pioverna. Anche il Fiumelatte, poco a nord di Lierna, nasce da questo sistema. Leonardo da Vinci, che studiò l'acqua della zona, ricorda la montagna nel Codice Atlantico e descrisse la Ghiacciaia del Moncodeno, una grotta naturale con ghiaccio perenne situata sopra Lierna, nel territorio di Esino Lario, vicino al Rifugio Bogani.
La parte settentrionale è tutelata dal Parco Regionale della Grigna Settentrionale, che riguarda comuni come Esino Lario, Pasturo, Primaluna, Perledo e Varenna. A Esino Lario c'è anche il Museo delle Grigne, un buon punto di partenza per chi vuole capire il massiccio prima di camminarci.
Il ramo di Lecco e la sua storia di alpinismo
Quando Manzoni scrive "quel ramo del lago di Como" sta parlando proprio di questo braccio d'acqua, con Lecco, il monte San Martino e il Resegone all'orizzonte. Ma la vera scuola di queste montagne è quella degli alpinisti. Riccardo Cassin, trasferitosi a Lecco per lavoro nel 1926, iniziò ad arrampicare sulle guglie delle Grigne, da lì arrivò alla prima salita dello sperone Walker alle Grandes Jorasses nel 1938, e morì nel 2009 nella sua casa ai Piani Resinelli, ai piedi della Grignetta. A Lecco, nel 1946, nacque anche il gruppo dei Ragni, legato alla sezione locale del Club Alpino Italiano e ancora oggi un riferimento dell'alpinismo.
Dalle passeggiate facili ai sentieri seri
Per famiglie e camminatori tranquilli. Ai Piani Resinelli, raggiungibili da Ballabio, una camminata di poco più di due ore porta al belvedere del Coltignone, con una veduta su lago, Monte Barro, Corni di Canzo e Resegone; il tratto fino alla passerella del Parco Valentino è ancora più breve. Lì vicino ci sono le miniere dei Resinelli, attive già nel Seicento.
Per escursionisti allenati. Da Rongio, frazione di Mandello del Lario, si sale in circa tre ore al Rifugio Elisa, snodo di vari sentieri verso il Rifugio Bietti-Buzzi, il Rifugio Rosalba e il Rifugio Brioschi, quest'ultimo sulla vetta del Grignone.
Per esperti. La Traversata Alta, che collega le due cime in una lunga giornata di cresta, e le vie sul versante occidentale richiedono esperienza, attrezzatura e condizioni buone. Se volete affrontarle, fatevi affiancare da una guida alpina.
Per restare più bassi, senza rinunciare al paesaggio, il Sentiero del Viandante attraversa il territorio di Lierna e ne segue la mezzacosta: l'articolo sul tratto da Lierna a Varenna è un buon inizio. Dopo una giornata in quota si torna volentieri in appartamento, magari con un pezzo di formaggio della Valsassina comprato lungo la strada.
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